Un meritato riconoscimento per le Marche del vino
di Maurizio Magni direttore collana mare&monti
Autoctoni di talento come il Verdicchio o grandi vini simbolo, come il Rosso Conero che, ettaro dopo ettaro, colonizzando le dolci colline, si sono conquistati distese di vigneti battute dalla brezza marina. Una gastronomia di tradizione, di terra e di mare. Un territorio strepitoso, non ancora consumato, fatto di natura e di storia. Ecco le Marche. Cuore di un’Italia genuina e autentica. Ricca di eccellenze, ma incredibilmente non ancora del tutto svelata. E con tanta voglia di emergere. Per queste ragioni e per tante altre ancora le Marche del vino si aspettavano un riconoscimento. Se ne sono accorti i Sommelier di Ais, maestri nel coniugare enogastronomia e territorio. E dalla loro volontà è nato il progetto. Una guida regionale che mappasse il territorio, cantina per cantina, vigna per vigna. Una summa del vino marchigiano che sapesse però raccontare anche le tradizioni, la gastronomia e il ben vivere di questo piccolo ‘cuore d’Italia’. Ed ecco ‘Le Marche da bere’! Oltre 400 pagine a colori ricche di foto, cartine, informazioni. Circa 170 cantine selezionate, oltre 300 vini descritti e valutati, poco meno di mille etichette di qualità segnalate. E ancora. Un puntuale excursus sulla gastronomia regionale e sulle tecniche di abbinamento cibo del territorio-vino del territorio. Ecco svelate le Marche da bere! Un progetto ambizioso che oggi è realtà. Grazie all’impegno, lo ricordo ancora una volta, dell’Ais Marche, ma anche delle istituzioni del territorio, senza il cui apporto sarebbe stato impossibile finanziare il progetto. Un grazie dunque alla Regione Marche, principale partner dell’iniziativa, alle Province, alle camere di Commercio e a quanti hanno sostenuto la prima edizione della guida. Nella speranza che questo volumetto partendo dal vino e da quel potente vissuto che il nettare di Bacco si porta dietro da millenni, diventi testimonial di questo territorio e delle sue più intime radici.
Per promuovere e valorizzare l’enologia del territorio
di Otello Renzi presidente Ais Marche
Da tempo sentivamo, in qualità di Sommelier, la forte necessità di valorizzare il comparto enologico marchigiano e mettere così in luce i produttori più sensibili al concetto di qualità e al rapporto qualità-prezzo. Avevamo il desiderio di uno strumento di divulgazione diverso, nel quale i produttori potessero presentare non solo il vino più importante della loro produzione, ma anche quello che ritenevano più rappresentativo dell’azienda e del territorio, in definitiva: il vino su cui investire. Da qui è nata la spinta per la stesura di questa guida che speriamo costituisca un valido strumento soprattutto in grado di far conoscere, ad operatori e appassionati, l’alto livello qualitativo dei vini marchigiani e le eccellenze del territorio che ci auguriamo possano, sempre più, far coincidere il made in Italy con il made in Marche. Una guida voluta da tutto il Consiglio Ais Marche e in particolare dal vicepresidente Claudio Giacomini dal cui personale impegno questa guida ha preso forma concreta, nonché dalla Commissione composta da Modesti, Liberti, Gattanella e Pergolotti, che si è occupata di mettere insieme i frutti del lavoro svolto dalla nutrita schiera dei Degustatori ufficiali Ais Marche. La valutazione dei vini, condotta rigorosamente in forma anonima, ha impegnato la Commissione per un intero anno e si è tradotta in un’esperienza esaltante capace di alimentare in tutti entusiasmo e passione. I più sentiti ringraziamenti vanno alla Regione Marche, alle Province, ad Unioncamere, per questo progetto che è solo l’inizio di un percorso culturale sull’enogastronomia marchigiana. Si ringraziano i produttori che hanno partecipato con l’augurio che negli anni a venire possano trarre benefici, con il contributo dell’Associazione Sommelier Ais Marche, dall’impegno profuso per ottenere risultati di indiscussa qualità, cosicché si possa arrivare a un marchio Marche spendibile e riconoscibile sotto il profilo agroalimentare e turistico.
Una guida per tutti firmata con orgoglio
di Claudio Giacomini vicepresidente Ais Marche, curatore della Guida
Non posso non palesare lo sconcerto che mi coglie nel dovermi chiedere, senza avere risposta, identità e criteri dei compilatori della maggior parte delle guide attualmente in commercio. Troppo spesso infatti la nebbia avvolge la produzione dei testi e i nomi di selezionatori e compilatori che dovrebbero invece essere dei riferimenti per consumatori appassionati e ricercatori. Ritengo che laddove giudizi vengono espressi, l'anonimato è quanto di meno serio si possa concepire. è assolutamente doveroso infatti palesare chi ha espresso un giudizio e, nella fattispecie, in che condizioni questo è stato dato. Noi abbiamo deciso di produrre un catalogo in cui tutte le realtà produttive regionali fossero presenti, per dare un servizio ai grandi come ai piccoli produttori e uno strumento utile a tutti coloro che, per passione o lavoro, intendono immergersi in questa stupenda realtà marchigiana. Non potevamo certo esimerci dal dare dei giudizi, visto che è il nostro mestiere, e l’abbiamo fatto utilizzando il nostro panel di esperti degustatori che hanno svolto il loro importante lavoro nel rispetto dei canoni più rigidi che questa attività richiede. I loro nomi e cognomi sono riportati in queste pagine. Le degustazioni, unitamente a valutazioni e descrizioni, sono state limitate a due soli vini per ogni azienda, selezionati non da noi, ma dai produttori stessi, che in qualche caso hanno scelto i vini d’orgoglio ed in altri casi quelli di maggiore importanza per gli obiettivi aziendali. Proprio in funzione di questa seconda scelta, il prossimo anno la guida premierà, oltre che le eccellenze, anche quei vini che si distingueranno per il miglior rapporto qualità-prezzo. La realizzazione di questa prima edizione è stata un lavoro lungo e difficile svolto con la partecipazione di tutta l’AIS Marche ed in particolare con l’impegno insostituibile di Giannetto Pergolotti (non avevamo dubbi) per l’organizzazione con il sostegno di Nicola Gattanella e Renzo Ceccacci per le degustazioni.
Il vino, un trascinatore del territorio
di Paolo Petrini vicepresidente - Assessore all’Agricoltura Regione Marche
La viticoltura assume nella Regione Marche particolare importanza sul piano economico, ambientale, sociale e culturale. Ha nel tempo migliorato sensibilmente la propria immagine assumendo un ruolo fondamentale nell'offerta agroalimentare di qualità della Regione. Il settore assume posizione di leader nel sistema agroalimentare marchigiano, soprattutto grazie ai vini Doc e Docg che ne rappresentano le principali eccellenze. La tradizione, l’identità e la qualità sono valori fondamentali cui la viticoltura regionale si ispira da sempre come risulta dai riconoscimenti delle prime denominazione di origine marchigiane dei vini che risalgono alla fine dei lontani anni ’60. Tuttavia il settore vitivinicolo regionale è chiamato ad affrontare diverse e non facili sfide a causa della difficile congiuntura economica e tutto il sistema si deve ritarare sui meccanismi previsti dalla nuova Organizzazione Comune di mercato che sarà pienamente operativa nel 2009 con l’entrata in vigore delle disposizioni sulle denominazioni di origine e indicazioni geografiche. La presenza di superfici vitate medie non elevate, di un settore della trasformazione ancora frammentato, di una politica commerciale non ancora pienamente sviluppata, congiuntamente alla necessità di avviare un’attività di promozione e valorizzazione, rappresentano alcuni degli aspetti più delicati del settore vitivinicolo. La ridotta dimensione media aziendale comporta difficoltà ad abbassare i costi di produzione ma soprattutto a concentrare l’offerta. Gli operatori individuano nella fase commerciale, assieme alla fase di valorizzazione e promozione, quella critica ed importante di tutto il processo produttivo ed economico legato al mondo del vino regionale. L’elaborazione di una politica unitaria e coordinata di promozione dei prodotti vitivinicoli e più in generale agroalimentari può risultare vincente. Le denominazioni hanno una forte valenza territoriale e di identità, possono costituire lo strumento strategico comune alle varie tipologie imprenditoriali del comparto agroalimentare e nel contempo funzionale ad una politica di marketing efficace sui mercati nazionali e internazionali.