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Guida 'rinnovata' per fotografare un territorio
di Maurizio Magni direttore collana 'guide daBere'

Una guida completamente rinnovata nel formato, nella grafica e nei contenuti, che consolida e amplia la gamma delle pubblicazioni regionali sul vino realizzate da PrimaPagina editore insieme alle associazioni sommelier territoriali. Sotto questi auspici nascono Le Marche da Bere 2011, un agile volumetto di 250 pagine ricco di informazioni, foto e cartine ormai considerato indispensabile per orientare gli enoappassionati, ma anche gli addetti ai lavori, sullo straordinario panorama enologico marchigiano. E su tutto quello che gli gravita attorno. Cominciando dalla cucina regionale, per finire agli itinerari del gusto. Con 162 cantine segnalate, oltre 300 vini fotografati e descritti attraverso una puntuale ed evocativa degustazione a cura delle commissioni Ais, circa 900 etichette 'minori' sommariamente descritte, Le Marche da Bere si confermano infatti uno strumento atteso da tutti gli attori dell'enologia marchigiana.
Una pubblicazione unica e autorevole, firmata e realizzata con il contributo dell'Associazione Sommelier Ais Marche e dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione.
Non una guida fra le guide. Ma la Guida ai vini delle Marche. Dove tutte le cantine che hanno risposto all'appello dell'Ais, sono state inserite, pur con una classificazione di merito, per comporre una fotografia esaustiva e capillare di un territorio che attraverso il vino ha saputo guadagnare un'identità riconosciuta e invidiata in Italia e nel mondo.

 

La guida e le guide
di Domenico Balducci presidente Ais Marche

Negli ultimi anni quello che non sono mancate sono proprio le guide, che hanno condizionato e guidato le scelte di consumatori e produttori, privilegiando spesso quei vini più vicini alla loro idea di perfezione, ma snaturando l'originalità del territorio e di ogni produttore.
E dunque perché la guida Le Marche da Bere?
Innanzitutto, la nostra è una guida curata da una commissione composta da degustatori ufficiali dell'Associazione Sommelier Ais Marche, che hanno sostenuto e superato un esame di abilitazione e che procedono alla degustazione 'alla cieca' di tutti i vini presentati dai produttori; i giudizi che ne seguono sono oggettivi ed i voti assegnati hanno lo scopo di riconoscere i meriti di chi ha ben lavorato e di offrire suggerimenti a chi ha ancora da migliorare. La guida premia la tipicità ed il carattere dei nostri vitigni, il modo di concepire il vino del produttore, che non abusa delle moderne tecnologie né delle barrique per omologare al gusto internazionale il suo vino e renderlo attraente alle guide più blasonate della nostra. Così intesa, Le Marche da Bere rappresenta un nuovo modo di concepire la guida, è un valido strumento per la promozione del territorio e dell'enogastronomia regionale ed, allo stesso tempo, un modo per far conoscere le cantine e le loro eccellenze.
Ringraziamo tutti i produttori che hanno partecipato alla realizzazione della guida, anche se ci dispiace che pochi di loro non abbiano voluto essere presenti, forse più propensi a mostrarsi con altre guide dalle quali hanno avuto maggiori riscontri. Un grande grazie alla Regione Marche, e agli Enti territoriali che hanno permesso la realizzazione di Le Marche da Bere. Un grazie che va doverosamente esteso anche ai degustatori ufficiali e a tutti coloro che hanno contribuito, in maniera del tutto gratuita, alla fattiva redazione della guida, motivati solo dalla passione e dalla dedizione nei confronti del vino, di questo eccezionale prodotto che simboleggia sempre di più la nostra terra, le nostre tradizioni e la nostra cultura.




Una guida per i cultori del buon bere
di Claudio Giacomini vicepresidente Ais Marche ideatore e coordinatore della Guida

"E il naufragar m'è dolce in questo mare"; con l'infinito di Leopardi, Dustin Hoffman è riuscito a dare una immagine davvero positiva alla regione Marche, immagine che è supportata da realtà incontestabili che fanno riferimento allo splendore dei suoi territori, alla incommensurabile cultura e tradizione del suo popolo ed alla genuinità e varietà delle sue produzioni.
Le Marche, una regione al plurale, così come al plurale sono le genti che la popolano, i territori e, non ultime, le produzioni enologiche. Le Marche, come offerta enologica, rappresentano in piccolo l'intera nazione italiana, con il suo variegato ed unico patrimonio di vitigni autoctoni che riescono, solo in alcuni ristretti territori, a conferire ai vini grande personalità e carattere.
La nostra guida, unica nel suo genere, ha come scopo primario proprio quello di mettere in luce e di valorizzare questo grande patrimonio, affinché i cultori del buon bere, così come i semplici consumatori, se ne possano servire per poter attingere al meglio su tutta l'offerta enologica marchigiana. Anche quest'anno è stato duro portare a compimento questo lavoro sia in termini di impegno, in quanto è stato realizzato da tantissimi sommelier dell'Ais Marche che hanno prestato la loro opera senza percepire compensi, sia in termini di aiuto finanziario da parte degli Enti preposti che hanno dovuto purtroppo limitare il loro prezioso intervento perché stretti nella morsa della congiuntura nazionale. Nella guida anche quest'anno vengono evidenziate le eccellenze ma, contestualmente, anche quei vini che hanno fatto rilevare un favorevole rapporto qualità/prezzo.
Quest'ultimo fattore, ne siamo più che mai convinti, potrà dare, come ha già dato, un validissimo aiuto ai tanti attenti consumatori che sanno che nella nostra regione vengono offerti dei grandissimi vini ad un prezzo più che ragionevole.




Nuove Docg a coronamento della qualità delle nostra viticoltura
di Paolo Petrini Vicepresidente - Assessore all'Agricoltura Regione Marche

Costituisce un 'classico' ormai tra gli appuntamenti di qualità la pubblicazione del volume Le Marche da Bere, che ancora una volta si propone in una veste editoriale significativa nel proporre immagini di borghi, arte, paesaggi, cucina, accanto alla puntuale rassegna vitivinicola della regione: in sintesi la nostra cultura. Sotto l'alta competenza dell'Ais (Associazione Italiana Sommelier) la guida traccia un esaustivo itinerario delle proposte enologiche marchigiane (uvaggio, gradazione alcolica, prezzo indicativo, azienda di provenienza, territorio); certamente uno strumento fruibile, di facile consultazione per chiunque voglia, intenditori e no, conoscere insieme alle altre anche l'identità enologica della nostra terra. Le informazioni tracciano la mappa territorio per territorio, cantina per cantina, vino per vino, di tutta l'offerta marchigiana: trecento vini, 162 cantine con le indicazioni del top dei vini, di quelli Doc e Docg, abbinati ai piatti della tradizione gastronomica delle terre marchigiane. L'offerta di qualità della nostra enogastronomia infatti, coniugata al paesaggio, la storia, il territorio, costituiscono un'ulteriore eccellenza, insieme alle altre, determinante per lo sviluppo futuro della nostra terra. Le Marche da Bere costituiscono, al riguardo, uno strumento di divulgazione del vivere marchigiano e tracciano una riconoscibilità sempre più vasta della nostra identità. Credo che un accenno vada fatto al riconoscimento Docg Verdicchio dei Castelli di Jesi 'Classico Riserva'-, Verdicchio dei Castelli di Jesi 'Riserva' e del Verdicchio di Matelica Riserva, giusto coronamento per dei prodotti d'eccellenza e per un territorio che possono ora fregiarsi di questa ambita attestazione attraverso tre dei suoi vini apprezzati sulle tavole italiane ed estere. In definitiva gli investimenti fatti hanno portato ad elevare ulteriormente la qualità a tutto vantaggio di chi ama il vino, siano essi dei semplici amanti o sommelier. Questi traguardi rappresentano da un lato il compimento di un processo di qualificazione che ha riguardato la nostra vitivinicoltura, dall'altro stanno a simboleggiare anche la fortissima volontà dei territori di percorrere piste alternative allo sviluppo, mantenendo viva l'attenzione e dando la giusta considerazione a quella che sono la nostra storia locale, le nostre tradizioni, la bellezza del paesaggio e, ovviamente, il gusto delle nostre tipicità.